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ASD Calcio
San Giovanni Lupatoto

Via XXIV Maggio, 75
37057 S.G.Lupatoto (VR)
Tel. e fax 045 545699
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Tratto dal libro I LUPI BIANCOROSSI
di Cristian Canazza, Carlo Fontanelli, Franco Lerin

Agli inizi del Novecento, la nostra nazione vive un periodo di pace dal punto di vista politico e militare.
 L'unità d'Italia, infatti, avvenuta nel 1870, ha permesso alla popolazione di ritrovare la libertà dopo un lungo dominio straniero. In questo clima di sostanziale tranquillità, il nostro Paese si sviluppa economicamente e riprende pure la vita mondana nelle piazze e nei "caffè".
Questi ultimi, predecessori degli attuali bar, sono i veri punti di ritrovo per i bempensanti della borghesia, ossia centri culturali in cui vengono scambiate opinioni sulle più diverse attività del Paese. Pure a San Giovanni Lupatoto, seguendo gli usi e i costumi del Nord Italia, sono presenti alcuni "caffè" dove, con scadenza quasi giornaliera, si riuniscono le persone più in vista del paese.
Il ritrovo principale della borghesia lupatotina è il "Petit Paris", ovvero la Piccola Parigi tradotto dal francese: gli esterofilismi infatti rimangono ancora di uso comune, nonostante la fine della dominazione imperiale d'Oltralpe.
 In un ambiente che richiama e rievoca i salotti parigini dell'Ottocento, i lupatotini parlano di politica, cultura, economia e pure di sport: tra questi è ormai diffuso nel Settentrione il gioco del calcio, o meglio "la palla al calcio", così come viene definita in quegli anni.
Già da oltre dieci anni infatti, in Italia si pratica questo sport, appassionando e coinvolgendo un discreto numero di persone. Anche a San Giovanni Lupatoto giungono ben presto gli echi delle imprese di Milan, Genoa, Juventus, Pro Vercelli ed Hellas Verona, nonché il desiderio di emulare in qualche maniera le gesta dei club calcistici principali. Siamo nel 1912 e tra i lupatotini più informati al riguardo di questo sport, tutti avventori del "Petit Paris", ci sono Candido Pellegrini, Renzo Pasti, Plinio Turazza, Carlo e Riccardo Battistoni, Giuseppe Peroni ed altri ancora.
Bastano pochi incontri per far nascere a loro l'idea di formare anche a San Giovanni una squadra di calcio che possa misurarsi con le altre realtà sportive dei paesi limitrofi o dei quartieri di Verona
Gli ideatori precedentemente citati coinvolgono nella loro iniziativa altri giovani del paese interessati a praticare il nuovo sport e, dopo qualche settimana, il gruppo è così numeroso da consentire la nascita della prima formazione calcistica lupatotina.
In realtà, già l'anno precedente si era tentata in paese l'impresa di allestire una squadra di calcio: monsignor Luigi Boscaini infatti aveva tenuto a battesimo il primo undici lupatotino nel 1911, pur non riuscendo a fondare una vera e propria società.
Candido Pellegrini diviene il primo presidente del club, prodigandosi per dare il giusto decoro alla neonata compagine: vengono così acquistate una maglia da portiere e dieci casacche rosse con banda orizzontale bianca, colori che rimarranno per sempre a effigie del calcio lupatotino.
Nasce così l'Assocazione Sportiva San Giovanni Lupatoto, primo sodalizio calcistico del paese che assorbirà poi negli anni anche altre attività. A partire dal 1913 la squadra svolge la propria attività su un campetto situato in località Pace Paquara: ha così inizio la lunga avventura del calcio lupatotino.
Raccontare la storia dell’Associazione Calcio San Giovanni è come fare un tuffo nel passato di quasi cento anni. Una ricostruzione del trascorso che fa tornare alla memoria le pagine più belle e più significative del calcio biancorosso. Pagine piene di testimonianze e di ricordi, legate da un filo indistruttibile a uomini ed episodi, a successi e sconfitte, a gioie e amarezze. Di solito il trascorrere impietoso degli anni tende ad appiattire tutto, mira ad avvolgere con il velo dell’indifferenza date e personaggi; cerca, insomma di coprire con la patina della disaffezione sia momenti importanti che situazioni particolari. Ma non riuscirà mai a cancellare le persone e gli avvenimenti che si sono succeduti nel tempo. E che fanno parte della storia non solo di una squadra di calcio, ma anche di un intero paese. Le luci della memoria sul calcio a San Giovanni Lupatoto, si accendono agli inizi del 1911 quando Monsignor Luigi Boscaini mette insieme, seppur a livello parrocchiale, la prima squadra lupatotina. Ma è nel 1912 che, per iniziativa di alcuni giovani del paese, nasce l’Associazione Sportiva San Giovanni Lupatoto che fa propri i colori bianco e rosso e riconosce come primo presidente Candido Pellegrini. Qualche anno di attività con partite amichevoli e tornei non ufficiali al campo di Pace Paquara, poi lo scoppio della Prima guerra mondiale. Tutte le attività sportive e tutti i campionati vengono sospesi. I giovani sono chiamati al fronte e molti di loro non torneranno più. Con la firma dell’armistizio la vita comincia a rianimarsi: riprendono i lavori e anche il calcio riprende la sua attività; prima in località Pace Paquara al campo Littorio, poi in Piazza Umberto I° che diventa il centro sportivo e il punto d’incontro dei giovani del paese. Nel 1920 il sodalizio lupatotino aderisce all’Unione dei Liberi Italiani Calciatori e nel 1926, con Renzo Pasti alla presidenza e Plinio Turazza in panchina, partecipa al suo primo campionato con la denominazione di Iuventus. A fine torneo, però, la compagine lupatotina riprende il suo nome originale di Associazione Sportiva San Giovanni Lupatoto. Considerati i buoni piazzamenti ottenuti nei tornei dei Liberi, la squadra biancorossa viene iscritta nel 1928 alla Federazione Italiana Gioco Calcio e, sulle ali dell’entusiasmo, partecipa ai campionati di terza e seconda divisione. Nel 1931 viene inaugurato l’attuale stadio come monumento ai caduti;stadio successivamente dedicato a Giovanni Battistoni il calciatore più famoso del paese che ha militato per parecchi anni in serie A e ha giocato due volte in Nazionale. La permanenza del San Giovanni tra le grandi però, dura poco. Le risorse finanziarie si esauriscono e lo staff dirigenziale, visto che non ci sono altre vie d’uscita, ritira la compagine prima che finisca il campionato 32-33. Per quattro anni il paese rimane senza la squadra del cuore e sul pennone dello stadio non sventola più la bandiera biancorossa. Nel 1937, però, alcuni dipendenti della Cartiera convincono il direttore di allora, Gino Hinterman a fondare una nuova società; società che nasce come Opera Nazionale Dopolavoro San Giovanni e che l’anno successivo partecipa al campionato Liberi di seconda categoria. Tuttavia, nonostante i buoni risultati conseguiti nei tornei, il calcio lupatotino è costretto a fermarsi ancora una volta. Per le solite ristrettezze economiche, ma soprattutto, per lo scoppio della seconda guerra mondiale. Ma non appena cessa il rombo dei cannoni e finiscono i bombardamenti, la vita ricomincia. Le fabbriche aprono i cancelli e le sirene non suonano più per l’arrivo di “Pippo”, ma per avvisare che si avvicina l’ora dell’inizio del lavoro. Cresce e si sviluppa l’artigianato, rifiorisce l’attività produttiva. Ricompare anche il pallone e i tifosi tornano allo stadio. Chi ha le possibilità paga il biglietto ed entra, chi non può, sale sul muro di cinta o aspetta l’inizio del secondo tempo per vedere la partita gratuitamente. La squadra biancorossa disputa alla grande il campionato 46-47; conquista l’ammissione alle finali per la promozione in serie C e malgrado non le superi, viene ammessa, comunque, alla categoria superiore, Ma vi rinuncia per la mancanza di adeguate risorse finanziarie. Riparte dalla Prima Divisione e nel giro di qualche anno è già pronta per il salto in Promozione, ma l’undici lupatotino sul neutro di Padova (torneo 48-49) perde lo spareggio contro l’Adriense e rimane in Prima Divisione. Per la mancata iscrizione nei termini dovuti, il San Giovanni si ritrova a ripartire dalla Seconda. Vince però non solo il campionato (51-52), ma diventa addirittura campione regionale di categoria battendo in finale il Crispino. Dopo un anno di Prima, finalmente il salto in Promozione e in questa categoria l’undici lupatotino conquista un secondo posto e due quarti. Nel campionato 56-57 a causa della riforma voluta dalla Federazione, il San Giovanni è costretto a militare nel campionato dilettanti di seconda Serie. Da allora è tutto un susseguirsi di promozioni e retrocessioni fino ad arrivare al campionato 64-65 quando la società, presieduta da Sergio Bonato e allenata da Pietro Apostoli, conquista la promozione in Prima e il titolo di campione veneto di Seconda. Dopo tre campionati, altra retrocessione, ma il San Giovanni si risolleva subito: rivince il torneo e si laurea campione provinciale di Seconda categoria battendo in finale il Cardi Chievo. Negli anni successivi, alternando stagioni un po’ in sordina ad altre brillanti, la squadra biancorossa, su richiesta del presidente dott. Carlo Giavoni, viene ripescata ed ammessa al campionato di Promozione. E così dopo anni e anni di attesa e di speranze, il San Giovanni rientra nell’elite del calcio veronese. Dopo sette anni (campionato 96-97)l’indomito presidente Giavoni ritiene che sia arrivato il momento di puntare all’Eccellenza. Ma ci va solo vicino, perché sul neutro di Grancona i biancorossi, allenati da Mister Polacco, perdono lo spareggio ai rigori contro il Villafranca Padovana. Poi ancora una amara retrocessione con l’undici lupatotino costretto a militare in Prima categoria. Nel campionato 2002-2003, però, il San Giovanni sembra essere pronto per risalire la china. Con Gianni Bampa alla presidenza (che verrà ricordato anche per aver dato alle stampe il libro sulla storia del calcio lupatotino) e Gianni Canovo in panchina, la squadra biancorossa disputa un gran bel campionato. Ma evidentemente gli spareggi non portano bene ai colori biancorossi perché anche sul neutro di Monteccchia di Crosara, il San Giovanni viene battuto ai rigori dal Rettorgole. E resta in Prima categoria. Come adesso. Ma la caccia alla Promozione continua. FORZA LUPI.

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